Contemplare gli alberi secondo Kōda Aya

Nella raccolta di scritti dal titolo “Alberi” Kōda Aya si approccia alla natura con una commovente curiosità infantile che si lascia avvolgere dalle emozioni senza filtri mista a riflessioni profonde di una donna in età avanzata. Il risultato sono pagine semplici e tenere, talvolta quasi ingenue ma mai per questo superficiali. Al contrario, la visione dell’autrice è umile, accogliente e grata allo stesso modo verso gli alberi e le persone che compaiono nei suoi racconti, ricordandoci che “la sofferenza provata da una pianta e quella provata da un essere umano sono sorprendentemente simili”.

Il bosco è casa

Non distante dalla casa montana di famiglia c’è una piccola altura che accoglie un bosco di conifere al quale sono affezionata, perché è un luogo di confine tra il brulicare del paese e la vita pulsante della natura, una palestra in cui posso contattare me stessa con lo sguardo vigile su ciò che mi circonda e imparare ad accogliere l’inevitabilità del tempo.

La lezione del leccio

Ogni volta che mi trovo a camminare in un bosco da sola, la natura mi invita a un atteggiamento di apertura e ascolto che riesce sempre a trasformarsi in un inaspettato viaggio interiore. Il cammino lungo un sentiero questa volta mi ha condotto in una lecceta, abitata da alberi dal lungo fusto, le foglie scure e in apparente disequilibrio…

Il segreto delle conifere

Ogni albero è maestro. In inverno le conifere svelano il loro segreto di piante sempreverdi, insegnandoci a lasciare andare e rigenerare con continuità attraverso un movimento discreto e silenzioso. Seguire il loro esempio ci aiuta a non sovraccaricare lo zaino che portiamo nel nostro cammino di vita.