Educazione emotiva a scuola con la DanzaMovimentoTerapia

Le emozioni sono essenzialmente sociali ma la società ci ha abituati a mettere a tacere la coscienza nascondendo, per ignoranza e mancanza di esercizio, il nostro reale sentire dietro al giudizio.
Ciò si riflette in ambito scolastico, dove l’educazione emotiva, attraverso strumenti come le artiterapie, si fa urgente, affinché il coraggio di esprimersi possa suscitare un risveglio di ciò che è profondamente umano: la curiosità di conoscere sé stessi e di sentirsi in connessione con gli altri.

Passi di danza, orme di pace

Praticare la pace necessita del coraggio di fermarsi e di accogliersi con compassione senza indurire il cuore.
In tempi così difficili, ritengo necessario offrire uno spazio condiviso di ascolto e cura di sé, accessibile a tutti, un luogo in cui esprimersi attraverso il corpo-cuore e condividere il proprio vissuto di danza personale in una dimensione di gruppo che consola, contiene, incoraggia, sostiene, che accorcia le distanze e nutre la determinazione di conoscere e accogliere sé stessi in modo autentico, senza sentire il desiderio di mostrarsi perfetti o fuggire, di agire o di trovare rimedi e soluzioni immediati.
E nonostante la difficoltà di seminare su un terreno duro e resistente, sento la responsabilità di prendermi cura di questo spazio-tempo come un piccolo orto, che accoglie chi desidera iniziare a coltivare semi di pace attraverso la DanzaMovimentoTerapia.

Danzare la tarda estate

Settembre è un po’ un nuovo inizio che necessita di “tenere i piedi per terra”. La danza di tarda estate, che sfrutta l’energia della Terra, restituisce al corpo il senso di una metafora che nasce da esso, riportando all’ascolto, alla ricerca di stabilità ed all’equilibrio, e alla capacità di trasformarsi.

Bobin e la realtà nelle piccole cose

“Abitare poeticamente il mondo” di Christian Bobin, è un saggio brevissimo quanto prezioso che tocca corde profonde, nutre e invita a mantenere la rotta.
L’autore dimostra con la densità che riesce a racchiudere in pochissime pagine ciò che vuole comunicare: la realtà sta nelle piccole e semplici cose, se abbiamo occhi per guardarle.

Il bosco è casa

Non distante dalla casa montana di famiglia c’è una piccola altura che accoglie un bosco di conifere al quale sono affezionata, perché è un luogo di confine tra il brulicare del paese e la vita pulsante della natura, una palestra in cui posso contattare me stessa con lo sguardo vigile su ciò che mi circonda e imparare ad accogliere l’inevitabilità del tempo.

Una quercia in palestra

Certe persone anziane sono come alberi maestri: portano con sé la durata del tempo nella corteccia della pelle e rilasciano semi nel vento senza averne l’intenzione. E’ il caso della mia allieva di ginnastica più longeva, una vecchia quercia che custodisce con cura due doni preziosi: l’ironia e la meraviglia.

“Black tea”: un invito alla presenza attraverso i sensi

Il film “Black Tea” del regista mauritano Abderrahmane Sissako, è, a mio parere, un vero e proprio percorso sensoriale.
Un elogio alla lentezza e alla semplicità che ci ricorda, attraverso i gesti e le relazioni con gli altri, il valore di ogni singola persona e mette in luce la ricchezza dei popoli, del patrimonio linguistico, delle tradizioni e la possibilità di convivere e apprendere gli uni dagli altri, contaminandosi senza per questo perdere le proprie radici.

Una piuma per danzare

Tra i tanti materiali che utilizzo per stimolare le persone a muovere la propria danza ci sono delle piccole piume colorate. Le vedo passare di mano in mano, da un gruppo all’altro, svolazzano nell’aria, lanciate da un rapido gesto o spinte da un soffio.
La piuma, simbolo e metafora di leggerezza, invita a esprimersi attraverso il corpo, stimola parole e offre chiavi d’accesso al proprio sentire.

Ritrovare armonia con il tip tap

Il tip tap è una tecnica di danza ritmica che in Italia è comunemente legata a un’epoca passata ma che in realtà si è evoluta adattandosi alla contemporaneità e ai diversi generi musicali. Nella mia storia personale è stato un colpo di fulmine che ho approfondito a più riprese, come un vecchio amore che ogni volta si rinnova. Oggi utilizzo anche questa tecnica per invitare a ritrovare radicamento e centratura; per lavorare sull’equilibrio psico-corporeo; per esercitare la memoria, anche in un’ottica di longevità; per sviluppare ascolto e coordinazione in favore di una maggiore musicalità.