15 anni di FacciamoMusical!

Sono già passati 15 anni da quando propongo serate coreografiche a tema, inizialmente dedicate ai musical più famosi per poi spaziare tra cantanti e generi musicali più ampi come il rock, l’opera, le colonne sonore.

Il format, nato come “Donne in Musical”, con l’arrivo di qualche presenza maschile ha cambiato nome, anche se il corpo di ballo rimane prevalentemente femminile. Il programma prevede di montare una coreografia di gruppo in circa 90 minuti su un medley musicale.

Sin dall’inizio ho sempre desiderato che il corpo di ballo di FacciamoMusical! fosse accessibile a chiunque, a chi ha studiato danza in passato così come a chi ama ballare e mettersi in gioco senza aver mai frequentato corsi, o semplicemente desidera trascorrere un venerdì sera diverso, indipendentemente dall’età, limiti e livelli. Qualcuno mi segue sin dagli inizi, altri sono arrivati con il tempo per tornare o solo di passaggio per una serata.

Chi partecipa si cimenta con sequenze da memorizzare insieme passo dopo passo, con la complicità dello specchio, gestendo il proprio spazio in relazione agli altri e affrontando talvolta piccole difficoltà di coordinazione che grazie al gruppo in qualche modo si sciolgono in funzione di un’azione comune.

Gli appuntamenti – a cadenza più o meno a mensile – un tempo compresenza di generazioni diverse tanto che per alcuni anni ne era nata anche una versione mamma-figlia (più raramente papà-figlio), oggi sono frequentati da persone più vicine alla mia età e oltre, che vivono la danza non solo come un momento di divertimento ma un modo per sentirsi presenti nel tempo, nel corpo e nelle proprie emozioni.

La scelta del medley apre alla possibilità di confrontarsi con atmosfere, stili, ritmi diversi, per entrare e uscire da storie e personaggi attraverso una danza teatrale e divertente. Per questo il tema offre, senza alcun obbligo, anche la possibilità di travestirsi per uscire dalla quotidianità, sentendosi liberi e diversi, e osare, indossando paillettes e boa di struzzo, con un intento che non ha nulla a che vedere con l’esibizionismo al quale ci hanno abituati i social ma piuttosto con la possibilità di esprimersi in un ambiente condiviso protetto e non giudicante.

Personalmente vivo queste serate come uno spazio creativo stimolato dal potenziale di un gruppo ogni volta differente e del quale mi sento parte. La tecnica di base è la danza jazz, con la quale sono cresciuta, che mi permette di inseguire la musica e i suoi accenti e di riprendere stili legati a epoche diverse.

Con l’avanzare degli anni sento maggiormente la fatica e i limiti del corpo (e talvolta della memoria), ciò nonostante, continuo a vivere questi appuntamenti con grande gioia, sostenuta dalla presenza di chi sceglie di far parte del corpo di ballo di una sera.  

L’avventura continua… Let’s dance!

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