17 dic 2020

TEMPO DI MUSICA, TEMPO DI DANZA

E' un argomento che mi sta particolarmente a cuore quello della musica come risorsa di benessere, più in particolare della musica come contenitore nel quale è possibile ricaricarsi, trovando la giusta energia per affrontare le difficoltà del tempo presente. 

E' su questo tema che rinnovo il mio invito alla danza come selfcare, attraverso una serie di stimoli legati al tempo della musica. (Leggi in proposito anche: MUSICA DA DANZARE)

Il tempo e il ritmo disegnano limiti entro i quali muoversi e ciò permette di sentirsi liberi all'interno di uno spazio protetto. La pulsazione della musica invita spontaneamente a lasciare che il corpo si adatti ad essa, trovando una dimensione accogliente e, di conseguenza, piacevole.

"Ma io non so andare a tempo!" Quante volte ho sentito dire questa frase. Eppure l'uomo l'ha sempre fatto. Dalle danze rituali alle marce per andare in battaglia, sul suono costante dei tamburi. 

Allora cominciamo dalla marcia. Un piede dopo l'altro, un tempo costante. Muoviamoci nello spazio che abbiamo a disposizione, non importa quanto sia grande. Si dice 'seguire' il tempo ma a ben pensarci è un termine errato. Seguire significa 'stare dietro' e noi non possiamo permetterci di arrivare dopo. Abbiamo la necessità di entrare nella musica, di cavalcarla, per muoverci insieme ad essa, prima sul posto, poi avanti e indietro, fino a spostarsi nello spazio. 

Quando ci sentiamo abbastanza sicuri del tempo, iniziamo a introdurre piccole variazioni, sull'appoggio del piede, per esempio, appoggiando solo le mezze punte davanti, solo i talloni o alternando; disegnando linee per terra: dritte, ondulate, a zig zag; creando forme: cerchi, quadrati, triangoli; fino a improvvisare, un po' come capita. 

Camminare a tempo nello spazio è sufficiente per muovere non solo le gambe ma tutto il corpo: il bacino, la colonna vertebrale fino alla testa, le braccia. Facciamoci caso e lasciamoci un po' andare senza giudizio, senza sentirci ridicoli, inadeguati, strani. Ci accorgeremo che ballare è assolutamente naturale nel momento in cui lasciamo andare il pregiudizi.

Quando la musica sarà terminata, fermiamoci distribuendo bene il peso su entrambi i piedi paralleli. Chiudiamo gli occhi e portiamo l'ascolto all'interno. Aspettiamo che il battito cardiaco rallenti, che il respiro torni normale e rimaniamo vigili sulle sensazioni che percepiamo nel corpo. 

La scelta musicale, "My Baby Just Cares for Me" di Nina Simone, è un brano che amo particolarmente, con il quale ho invitato a ballare persone di tutte le età, dai bambini agli anziani. Come lo è stato per loro, per chiunque sarà impossibile resistere allo swing!

Niente più scuse... è il momento di ballare!


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