30 giu 2014

PARLIAMO DI MOVIMENTO


E' oggi molto diffuso il pensiero che il nostro corpo debba essere allenato per rimanere "in forma".

Per questo, spesso ci affidiamo a palestre attrezzate con macchinari, o a tecniche di movimento alla moda. Può capitare di non sentire adatti a noi gli esercizi e i ritmi proposti, rispetto ai nostri specifici bisogni o difficoltà del momento.

Quando accade, soprattutto di fronte a limiti fisici, anche solo temporanei, ci sentiamo costretti a rinunciare al nostro allenamento fisico.

In altri casi, con la perdita dell'entusiasmo iniziale, per via dei cambiamenti all'interno della nostra vita quotidiana, scegliamo volontariamente di interrompere.

E' ormai noto, soprattutto a seguito delle problematiche nate dalla sedentarietà del nostro modo di vivere attuale, che 

muoversi è vitale.

Nel mio percorso personale e professionale, ho gradualmente maturato la consapevolezza e la convinzione che il corpo sia una parte del nostro essere inscindibile dalla mente.

Nel tempo ho approfondito temi e esperienze legate alle pratiche orientali, alle ricerche in campo psicosomatico e ai principi esperienziali che hanno ispirato le più recenti tecniche di bodywork. Queste pratiche prendono in considerazione tutti i sistemi corporei e non soltanto quello scheletrico e muscolare.

Il movimento corporeo coinvolge le altre sfere - mentale e emotiva - e viceversa. 

In quest'ottica, che sento profondamente mia, credo che l'obiettivo del lavoro corporeo non debba limitarsi a mantenere una buona tonicità muscolare ma sia il ben-essere della persona. E si basi sul principio che tutto ciò che avviene fuori e dentro di noi sia in relazione e soggetto a mutamento.

La percezione di questa unità mente-corpo-cuore non deriva dall'imitazione di modelli ma è, a mio avviso, raggiungibile attraverso l'esperienza personale e, per questo motivo, necessita un ascolto di sé che può venire solo dall'interno.

Muoversidadentro riassume la mia personale convinzione che ognuno di noi, attraverso gli strumenti che più gli sono congeniali, possa scoprire da sé quali esercizi e approcci al movimento siano i più adatti alla propria persona, in armonia con i propri limiti, ritmi e bisogni. E utilizzarli per ritrovare il proprio benessere immediato, in qualsiasi momento.

Ho la fortuna di muovermi per lavoro e il privilegio di poter osservare ogni giorno come si muovono gli altri. Ogni corpo-cuore è un modello unico che va ben oltre quanto riportato in qualsiasi testo di anatomia del movimento e tecnica corporea. Per questo motivo non ho mai scelto di abbracciare un'unica tecnica somatica, per quanto io ne riconosca la validità.

Grandi studiosi del movimento quali Alexander, Pilates, in passato, Franklin e la Bainbridge Cohen più recentemente, le pioniere della danza moderna e della danzaterapia, ieri e oggi, hanno dato spunti preziosi, nati dalla personale esperienza di movimento. A essi si aggiungono pratiche antiche come lo Yoga e le arti marziali.

In forma di danza, il movimento nasce dal desiderio collettivo, come espressione e celebrazione della vita e della continuità organica dell'uomo con la natura.

Da queste riflessioni ha origine il mio desiderio di parlare di movimento, attraverso il racconto di esperienze personali, letture, film, pensieri.

Perché il corpo non sia qualcosa da nascondere o mettere in mostra, o sentito soltanto attraverso segnali di sofferenza, ma torni ad essere culturalmente parte integrante e costante del nostro essere.

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