12 ott 2020

DANZARE L'INCERTEZZA

Utilizzare il movimento espressivo come risorsa significa aprirsi alla possibilità di danzare il proprio stato d'animo del qui e ora.

In questo momento stiamo tutti vivendo in uno stato di incertezza e instabilità. L'ante Covid è un'epoca che pare lontana. Sembra strano guardare un film o un telefilm in cui i personaggi non indossano mascherine e si abbracciano quando si incontrano.

Penso a chi ha perso possibilità lavorative. A chi deve gestire una famiglia, con il timore che qualcuno possa anche solo avere un raffreddore. A chi ha un'attività che non sa se nei prossimi mesi potrà portare avanti. A chi vive la paura di uscire di casa o, al contrario, quella di non poterlo più fare.

Il timore del contagio, da parte di un nemico invisibile, ha fatto emergere paure più tangibili che minacciano la quotidianità.

Ogni giorno, il cammino è un filo sospeso nel vuoto, una strada stretta e piena di pericoli. Ogni giorno, la ricerca di equilibrio si fa sempre più ardua e priva di appoggi.

Il corpo in movimento e la possibilità di esprimersi attraverso di esso, ancora una volta può essere un modo per cogliere spunti e direzioni da prendere.

Se la difficoltà nasce da un equilibrio precario... danziamolo! 

E' sufficiente sollevare un piede da terra e cominciare a muoversi lentamente. 

Cosa accade?

Il corpo si organizza. 

Nasce una armoniosa collaborazione tra le sue parti, che agiscono insieme per evitare di cadere. Il movimento distoglie il pensiero dal sentire il peso del corpo tutto su un'unica gamba, anche se c'è. E quando ce ne accorgiamo, possiamo sempre continuare a sperimentare l'instabilità cambiando piede. E subito ne trarremo sollievo.

Su cosa ci invita a riflettere l'armonia naturale del corpo in movimento rispetto all'instabilità?

1. La stabilità non esiste.

Citando Pema Chödrön, guida luminosa del buddhismo tibetano in Occidente, "la soluzione di cui vanno in cerca gli esseri umani è un impulso che nasce da un terribile equivoco: pensiamo che tutto possa diventare prevedibile e sicuro."

2. Spostando l'attenzione su ciò che abbiamo a disposizione, non rimaniamo ancorati sull'ascolto di ciò che pesa. 

Troviamo il tempo per continuare a fare ciò che amiamo. A frequentare luoghi e persone (nel rispetto delle norme e finché si può) che ci facciano stare bene. Facciamo in modo che la nostra quotidianità sia alleggerita da ciò che sa renderla più leggera e armoniosa.

3. Ogni tanto, cambiamo piede!

Cambiamo punto di vista, trasformando ciò che non è più in un'occasione per scoprire qualcosa di nuovo, di diverso, di sconosciuto. 

La paura paralizza ma l'essere umano può evitarlo, perché la sua natura è danzante. 

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