11 giu 2020

RICOMINCIARE DAL RITMO

Prima lezione di tap dopo il lockdown. Finalmente.
Alla spicciolata arrivano gli allievi, che più che allievi considero degli amici. Sono emozionata e ho voglia di abbracciarli a uno a uno ma non si può. In cambio, imbarazzata, punto loro una pistola alla tempia, quella per misurare la temperatura. Siamo un po' tutti emozionati e agitati.
Consegnata l'autocertificazione prevista dalle normative, mi chiedono cosa devono fare. Allora, spiego, fino alla riga con le scarpe, poi bisogna cambiarle. Mettere tutto in un sacchetto di plastica da portare in sala. Ognuno ha un suo spazio, delimitato dal nastro adesivo sul pavimento. Ognuno nel suo quadrato. Ecco, ora ci siamo tutti, o quasi. Ognuno con il carico di vissuto, più o meno difficile, di questi mesi sulle spalle. Un pensiero affettuoso per un'amica che speriamo di rivedere presto.

30 apr 2020

DANZATERAPIA IN PILLOLE: IMMAGINAZIONE (9)

"Il piacere infinito che non si può trovare nella realtà, si trova così nell'immaginazione" scrisse Leopardi. Chi di noi in questo momento non sogna di poter essere altrove? Di fare una passeggiata nella natura, di rivedere il mare, di poter riabbracciare una persona cara, o anche solo di tornare alla propria quotidianità. In mancanza di tutto ciò, la risorsa a cui facciamo appello è la nostra immaginazione. Seme di creatività e, nei momenti di difficoltà, vera e propria fonte di salvezza.
Senza regole né schemi, l'immaginazione è una forma di pensiero che elabora un'esperienza sensoriale e può dar vita a quelli che chiamiamo sogni ad occhi aperti: immagini mentali visive, ma anche tattili, acustiche, olfattive e motorie. La capacità immaginativa è così potente che possiamo anche solo immaginare di danzare, stando fermi. 
La musica è sicuramente un pozzo infinito di immaginazione, che la danza ci permette di esprimere creativamente attraverso il corpo.

27 apr 2020

DANZATERAPIA IN PILLOLE: LE MANI (8)

Le mani sono il simbolo del fare, da quello più semplice, della gestualità quotidiana, a quello più creativo e raffinato. Eppure questo fare ha oggi un sapore di antico.
Riflettevo su come questa improvvisa abbondanza di tempo ci abbia permesso di riscoprire una manualità sconosciuta. Molti si sono dedicati a fare con le mani, a cominciare dal pane e dalla pasta. Alcuni sono tornati a dipingere, o a riprendere lo studio di uno strumento musicale, o hanno semplicemente svolto dei piccoli lavoretti in casa. Abbiamo provato a cimentarci anche in ciò che prima delegavamo agli altri.
La modernità ci ha sottratto in gran parte la nostra manualità, che rimane per molti una cosa d'altri tempi, o un semplice hobby.
Le mani sono anche il simbolo del tempo che passa. Sono la parte di noi che possiamo osservare più facilmente, senza doverci guardare in uno specchio.

24 apr 2020

DANZATERAPIA IN PILLOLE: LO SPAZIO DELLA CASA (7)

La riflessione di oggi è sulla relazione con il nostro spazio abitativo, all'interno del quale, per molti di noi, si è improvvisamente concentrata la maggior parte del tempo che trascorriamo. Nella pratica è diventato luogo di lavoro, spazio educativo, zona di sport e movimento, area mensa, condivisione forzata. In due mesi la nostra casa è diventata lo scrigno delle nostre emozioni, superficie di un tempo presente sospeso, rallentato e galleggiante. Immagine di protezione da una parte e di prigionia dall'altra. Contenitore di un equilibrio fragile e precario.
Stamattina, rileggendo uno di quei libri che chiamo "da comodino", da tenere cioè a portata di mano quando navigo in cerca di un approdo, mi sono imbattuta in questa frase: "Il presente non è il contingente, il presente conserva in sé tutto il nostro passato e tutto il nostro futuro, non va ridotto, siamo noi a doverci fare vasti e attenti, non farci rapire dalle memorie e dai sogni, ma a onorarli perché sono parte della nostra natura umana" (Chandra Livia Candiani, "Il silenzio è cosa viva", Einaudi 2018).

22 apr 2020

DANZATERAPIA IN PILLOLE: SNODI DEL CORPO (6)

Le articolazioni, che collegano strutturalmente le ossa del nostro corpo, sono ciò che permette di dare forma al nostro movimento. Senza addentrarci nell'anatomia, che non è l'obiettivo di questa sede, più semplicemente immaginiamo l'omino di legno solitamente utilizzato nelle attività artistiche, per visualizzare grossolanamente una mappa di quelli che chiameremo snodi del nostro corpo. Uso questo termine non a caso, ma per portare l'attenzione al suo significato nel linguaggio figurato, come momento cruciale, decisivo.
Quando ci sentiamo psicologicamente bloccati, allora, come in questo momento in cui è difficile avere una visione di quello che offrirà il futuro, può essere utile ricominciare proprio dal movimento delle articolazioni. Riportando le parole di Andrea Olsen, "le articolazioni partecipano al dialogo tra mobilità e immobilità, tra caduta e equilibrio" (Anatomia Esperienziale, Ed. Red, 1994).
Essendo le nostre articolazioni percepibili numerose, la danzaterapia offre sempre uno spazio di possibilità, anche là dove i movimenti sono molto limitati, come per esempio nelle persone anziane.